Contattaci

Dalle idee ai progetti pilota

03/09/2026 - 09.00

Dalle idee ai progetti pilota: l’ecosistema dell’innovazione di De Nora

L’industria globale sta attraversando una trasformazione che coinvolge contemporaneamente tecnologie, processi produttivi, competenze e modelli organizzativi. Non si tratta soltanto di introdurre nuovi strumenti digitali o sviluppare prodotti più avanzati. Le imprese devono adattarsi a un contesto nel quale cambiano le fonti energetiche, le catene di fornitura, gli standard ambientali, la disponibilità di competenze e le condizioni della competizione internazionale.

Secondo il rapporto The Future of Industrialization di UNIDO (United Nations Industrial Development Organization), quattro grandi tendenze stanno ridefinendo il futuro della produzione: 

  1. la transizione energetica e ambientale

  2. l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione

  3. la riconfigurazione delle catene globali del valore

  4. i cambiamenti demografici

Queste trasformazioni influenzano non soltanto ciò che le aziende producono, ma anche il modo in cui utilizzano le risorse, organizzano il lavoro e collaborano con altri soggetti.

L’innovazione industriale diventa quindi una condizione necessaria per migliorare l’efficienza, contenere i costi, ridurre l’impatto ambientale e rafforzare la resilienza.  Ma trasformare questa necessità in risultati concreti non è semplice. L’EIB Investment Survey 2025, realizzata su circa 13.000 imprese, mostra che l’86% delle aziende europee continua a investire nonostante l’incertezza economica e geopolitica. Tuttavia, soltanto il 32% dichiara di aver introdotto innovazioni, contro il 53% delle imprese statunitensi. La carenza di competenze è considerata un ostacolo agli investimenti dal 79% delle aziende europee, mentre il 75% segnala il peso dei costi energetici.

L’innovazione industriale non coincide più soltanto con la R&D

In questo scenario, l’innovazione industriale non può essere confinata alla ricerca e sviluppo di nuovi prodotti. La R&D resta essenziale, soprattutto nei settori ad alta intensità tecnologica, ma deve essere affiancata da altri percorsi: il miglioramento dei processi, la valorizzazione delle conoscenze interne, la sperimentazione di soluzioni radicali e la collaborazione con startup, fornitori e centri di ricerca.

L’innovazione diventa così una capacità organizzativa. L’impresa innovativa non è semplicemente quella che raccoglie più idee, ma quella che dispone di processi per selezionarle, metterle alla prova, misurarne gli effetti e trasformare quelle più promettenti in soluzioni applicabili su scala industriale.

Questo richiede anche di gestire iniziative con livelli differenti di rischio e ambizione. Alcuni interventi producono miglioramenti incrementali, relativamente semplici da implementare; altri richiedono nuove tecnologie, investimenti più consistenti e sperimentazioni più lunghe. Innovazione incrementale e innovazione radicale non sono alternative, ma componenti complementari di uno stesso portafoglio.

È all’interno di questa trasformazione generale che si colloca il percorso sviluppato da De Nora.

Una roadmap per collegare innovazione e bisogni industriali

Storicamente, l’innovazione in De Nora è stata strettamente legata alla ricerca e sviluppo, alle competenze tecniche e alla capacità di progettare tecnologie e prodotti. A questa dimensione si è progressivamente affiancata una maggiore attenzione verso l’innovazione dei processi, dell’organizzazione e dei modi di lavorare.

«Per noi l’innovazione non è più una sola cosa: è un portafoglio di opportunità» spiega Mariateresa Savarese, Innovation Associate Manager di De Nora. «Da una parte continuano a esserci i miglioramenti incrementali; dall’altra ci sono iniziative che richiedono nuove competenze, nuovi partner, nuove tecnologie e, in alcuni casi, nuovi modelli di business. Questi progetti hanno tempi, rischi e modalità completamente diversi. Per questo abbiamo costruito processi differenti ma complementari».

Il punto di partenza è l’Innovation Roadmap, definita insieme ai responsabili delle funzioni aziendali e in coerenza con la strategia di Gruppo. La roadmap identifica gli innovation needs, ovvero le aree nelle quali De Nora ritiene necessario sviluppare nuove soluzioni.

Soltanto dopo aver definito il bisogno viene scelto il canale più appropriato: un’idea proposta internamente, un progetto di imprenditorialità aziendale, una startup, un fornitore o un altro partner. In questo modo, lo strumento non diventa il fine dell’innovazione, ma il mezzo attraverso il quale rispondere a una necessità concreta.

Galileo e il miglioramento continuo: l’innovazione parte dalle persone

Il primo strumento sviluppato da De Nora per dare forma all’innovazione diffusa è Galileo,la piattaforma digitale interna dedicata alla gestione delle idee di continuous improvement. Attivo dal 2018, permette a tutte le persone del Gruppo di presentare proposte per migliorare processi, attività operative, sicurezza, utilizzo delle risorse e organizzazione del lavoro.

Alla fine del 2025 Galileo aveva raccolto 1.043 idee. Il 69% delle proposte era stato accettato e il 65% implementato, considerando anche alcune idee presentate negli anni precedenti, la cui applicazione ha richiesto tempi più lunghi.

Le proposte vengono esaminate da una rete internazionale di Innovation Champions, persone che hanno scelto volontariamente di contribuire alla gestione del programma nelle diverse sedi del Gruppo. Il loro compito è valutare le idee, offrire un riscontro ai proponenti e accompagnare quelle più valide verso l’approvazione e l’implementazione.

Un esempio arriva dal Brasile, con la Treasure Hunt for Inefficiencies. L’iniziativa coinvolge i dipendenti nell’analisi sul campo degli stabilimenti produttivi per individuare sprechi energetici, perdite e consumi non necessari di energia, acqua e altre utilities. Le criticità identificate vengono trasformate in interventi capaci di ridurre sia i costi operativi sia l’impatto ambientale.

Il valore dell’iniziativa non risiede soltanto nei singoli risultati ottenuti. Attraverso la partecipazione diretta, ogni collaboratore può diventare un agente del cambiamento, contribuendo a diffondere una cultura della sostenibilità e del miglioramento continuo.

Dalle idee incrementali all’imprenditorialità interna

Galileo risponde soprattutto alla domanda: come possiamo migliorare quello che facciamo oggi? L’iniziativa di intrapreneurship nasce invece da un interrogativo differente: che cosa dobbiamo cominciare a fare oggi per essere più competitivi domani?

«Le persone che lavorano quotidianamente sui processi sono quelle che conoscono meglio i problemi, i bisogni e le opportunità dell’azienda» osserva Savarese. «L’intrapreneurship serve a trasformare questa conoscenza in progetti ad alto impatto».

Ai partecipanti non viene quindi richiesto di presentare una semplice idea, ma di costruire una proposta imprenditoriale supportata da business case, KPI e valutazioni economiche. I progetti selezionati vengono sviluppati attraverso un percorso strutturato che comprende valutazione, mentoring, sperimentazione e realizzazione di un pilota.

La prima challenge ha raccolto 21 progetti, un risultato superiore alle attese. Sei proposte sono state ammesse alla fase di valutazione e due sono state selezionate per lo sviluppo pilota.

Una di queste è AI-Assisted Visual Inspection, un progetto che applica l’intelligenza artificiale al controllo della qualità industriale. Sistemi di acquisizione delle immagini e algoritmi di AI possono affiancare gli operatori nell’identificazione di difetti e anomalie difficili da rilevare durante le ispezioni visive tradizionali.

L’obiettivo è rendere il controllo più oggettivo, rapido e ripetibile, senza eliminare il contributo umano. La soluzione permetterebbe inoltre di raccogliere dati strutturati sulla qualità dei componenti e sul loro stato di usura, generando informazioni utilizzabili per migliorare prodotti e processi produttivi.

Ci segui già su LinkedIn?

Seguici

Edge e open innovation: portare le startup nei processi industriali

Non tutte le competenze e le tecnologie necessarie sono già presenti all’interno dell’azienda. Per questo De Nora ha affiancato ai programmi interni l’Edge Innovation Hub, nato per identificare tecnologie early-stage e accompagnarle verso applicazioni industriali scalabili.

«Le startup deep tech hanno bisogno di aziende disposte a sperimentare tecnologie nuove in contesti reali» spiega Marta Provera, Innovation Specialist di De Nora. «La collaborazione porta valore alla corporate e, allo stesso tempo, permette alle startup di validare le proprie soluzioni e confrontarsi con possibili clienti e partner industriali».

La Call for Startups 2026 di Edge, dedicata alla riprogettazione delle operazioni industriali, ha ricevuto oltre 160 candidature provenienti da 42 Paesi. Cinque startup sono state selezionate per il programma, che inizierà a settembre con una fase di incubazione e lo sviluppo di Proof of Concept per la validazione della tecnologia in contesti industriali reali. Le soluzioni più promettenti potranno successivamente accedere a una fase di accelerazione, finalizzata all’integrazione della tecnologia nei processi De Nora e alla sua applicazione su scala più ampia.

Dall’idea alla capacità di trasformazione

Galileo, imprenditorialità interna ed Edge operano con logiche differenti, ma rispondono alla stessa esigenza: trasformare bisogni industriali concreti in progetti verificabili e, quando efficaci, scalabili.

È questa capacità di collegare conoscenze interne, sperimentazione e collaborazione esterna a determinare sempre più il valore dell’innovazione. In un contesto industriale segnato da transizioni tecnologiche, ambientali e geopolitiche, il vantaggio non dipenderà soltanto dalla capacità di inventare nuove soluzioni, ma anche dalla rapidità con cui le imprese sapranno riconoscerle, provarle e portarle nella realtà produttiva.

Via Leonardo Bistolfi, 35
20134 Milano Italia

+39 02 21291
industriedenora@denora.com

Per la diffusione e lo stoccaggio delle Informazioni Regolamentate, Industrie De Nora S.p.A. ha scelto di avvalersi del sistema 1INFO (www.1info.it), gestito da Computershare S.p.A. avente sede a Milano, in via Lorenzo Mascheroni 19 e autorizzato da CONSOB.

Rimani aggiornato con la nostra newsletter su LinkedIn.

Iscriviti alla nostra newsletter

Copyright © 2009/2026 Industrie De Nora S.p.A.

Share capital € 18.268.203,90 Fully paid up - Company registration number MI / VAT 03998870962 - REA number MI - 1717984