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Energy Transition

Idrogeno nel 2026: i trend globali per la transizione energetica

29/01/2026 - 10.00
Un nuovo anno: 2026

Perché il 2026 è un anno importante per l’idrogeno

All’inizio del 2026, i trend dell’idrogeno indicano un’evoluzione significativa del suo ruolo nei sistemi energetici globali. I progetti legati all’idrogeno sembrano entrare in una fase di maggiore realismo e concretezza, in termini di applicazioni industriali, sicurezza energetica e integrazione con le infrastrutture esistenti.

Dopo anni caratterizzati da forti aspettative e annunci ambiziosi, il mercato sta gradualmente spostando l’attenzione dalla visione alla fattibilità.In molte applicazioni reali, l’idrogeno non è soltanto un vettore energetico, ma una materia prima industriale già ampiamente utilizzata, oggi prevalentemente di origine fossile. La transizione, in questi casi, riguarda soprattutto la sostituzione dell’idrogeno grigio con soluzioni a minore intensità carbonica, un processo che consente di coniugare decarbonizzazione, competitività e resilienza delle filiere produttive.

In un contesto globale segnato da crescente volatilità dei mercati energetici e crescente attenzione alla sicurezza delle forniture, il 2026 potrebbe configurarsi quindi come un anno di consolidamento: una fase in cui l’idrogeno inizia a trovare una forma più definita come leva industriale e di sistema, capace di contribuire in modo concreto a un sistema energetico più sicuro, flessibile e progressivamente più sostenibile.

L’idrogeno nel sistema energetico globale: un abilitatore strategico per la sicurezza energetica

Nel panorama energetico attuale, aumentano le quotazioni dell’idrogeno anche come abilitatore strategico di sistemi energetici complessi, in grado di rispondere contemporaneamente agli obiettivi di decarbonizzazione e sicurezza energetica. Il suo valore non risiede nel sostituire l’elettrificazione diretta o le fonti rinnovabili, ma nel completarle, creando connessioni tra produzione, stoccaggio e utilizzo dell’energia che aumentano la stabilità complessiva del sistema.

Come vettore energetico, l’idrogeno consente di convertire energia rinnovabile in una forma facilmente immagazzinabile e trasportabile, riducendo la dipendenza da risorse fossili e contribuendo alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Questa caratteristica è particolarmente rilevante in un contesto globale in cui la sicurezza delle forniture energetiche è diventata una priorità strategica per governi e imprese. L’idrogeno offre infatti la possibilità di valorizzare risorse energetiche locali, rafforzare l’autonomia dei sistemi industriali e migliorare la resilienza delle infrastrutture energetiche.

Accanto a questo ruolo di vettore energetico, è importante considerare che oggi la principale domanda di idrogeno a livello globale è legata al suo utilizzo come materia prima industriale. Secondo la International Energy Agency, la domanda mondiale di idrogeno ha superato i 95 milioni di tonnellate annue, ed è ancora concentrata quasi interamente in applicazioni consolidate come raffinazione, produzione di ammoniaca e chimica di base, dove l’idrogeno è impiegato come feedstock (Global Hydrogen Review 2025). In questo contesto, una delle leve più concrete della transizione consiste nella sostituzione dell’idrogeno grigio con idrogeno a basse emissioni, consentendo di ridurre l’impatto climatico di processi industriali già esistenti senza stravolgerne l’architettura produttiva.

Secondo le più recenti analisi sul mercato globale dell’idrogeno, il suo ruolo viene sempre più riconosciuto come complementare all’elettrificazione: una soluzione capace di sostenere la transizione energetica e, allo stesso tempo, di contribuire alla costruzione di un sistema energetico più robusto, affidabile e sicuro nel lungo periodo.

Green Hydrogen trends 2026

Costi dell’idrogeno in calo e competitività crescente

Uno dei trend dell’idrogeno nel 2026 più rilevanti riguarda il miglioramento progressivo della competitività economica lungo l’intera catena del valore. Le analisi più recenti mostrano come i costi di produzione dell’idrogeno a basse emissioni stiano beneficiando di una combinazione di fattori strutturali: riduzione dei costi delle energie rinnovabili, miglioramento dell’efficienza degli elettrolizzatori, aumento delle dimensioni degli impianti e maggiore standardizzazione delle soluzioni tecnologiche.

Secondo la International Energy Agency, il costo dell’idrogeno prodotto da elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili è già diminuito in modo significativo negli ultimi anni in diverse regioni del mondo, grazie soprattutto al calo del prezzo dell’elettricità rinnovabile e ai progressi tecnologici. In alcuni contesti favorevoli, l’agenzia evidenzia che l’idrogeno rinnovabile sta iniziando ad avvicinarsi alla competitività con le alternative tradizionali, soprattutto quando si considerano applicazioni industriali su larga scala (Global Hydrogen Review 2025).

Questa dinamica è rafforzata dallo scale-up industriale. Il report Hydrogen: 5 Things to Look For in 2026 di Wood Mackenzie sottolinea come il 2026 rappresenti un passaggio importante verso una fase in cui la riduzione dei costi non dipende più solo dall’innovazione di laboratorio, ma dall’ottimizzazione industriale e dall’aumento dei volumi produttivi. La maggiore selettività dei progetti, con un focus su iniziative dotate di basi economiche solide e contratti di lungo periodo, contribuisce a creare un contesto più favorevole alla competitività dell’idrogeno.

Anche dal punto di vista industriale si registra un  progressivo miglioramento delle prospettive economiche. Il Global Hydrogen Compass 2025 dell’Hydrogen Council evidenzia come un numero crescente di aziende consideri l’idrogeno non più come una soluzione sperimentale, ma come un’opzione concreta per ridurre i costi energetici nel medio periodo, migliorare la sicurezza energetica e rafforzare la resilienza delle proprie attività.

Nel complesso, questi segnali indicano che il 2026 si colloca in una fase in cui il gap di costo dell’idrogeno non scompare, ma tenderà a ridursi, rendendo l’idrogeno sempre più attrattivo per applicazioni industriali ed energetiche. Guardando al medio periodo, la chiave di volta per rafforzare il ruolo dell’idrogeno nella transizione energetica potrebbe trovarsi proprio nella  combinazione tra questi fattori: miglioramento tecnologico, maturità industriale e condizioni di mercato più favorevoli. 

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Policy e regolazione: un contesto sempre più favorevole allo sviluppo dell’idrogeno

Accanto ai progressi tecnologici ed economici, un altro trend chiave dell’idrogeno nel 2026 riguarda l’evoluzione del quadro normativo e delle politiche pubbliche, sempre più orientate a creare condizioni stabili e prevedibili per lo sviluppo del mercato. A livello globale, governi e istituzioni stanno rafforzando il ruolo dell’idrogeno all’interno delle strategie energetiche, riconoscendone il contributo sia alla decarbonizzazione sia alla sicurezza energetica.

Secondo la International Energy Agency, negli ultimi anni il numero di strategie e roadmap nazionali sull’idrogeno è cresciuto in modo significativo, segnalando una crescente convergenza politica sul ruolo di questo vettore energetico nei sistemi futuri. Questa diffusione di quadri strategici dedicati ha un impatto diretto sul mercato: riduce l’incertezza regolatoria, facilita la pianificazione industriale e favorisce decisioni di investimento di lungo periodo.

In Europa, questo approccio si traduce in un forte sostegno all’innovazione e alla transizione verso applicazioni commerciali. Il Programme Review Report 2025 della Clean Hydrogen Partnership evidenzia come il focus delle politiche stia progressivamente passando dalla sola ricerca alla dimostrazione su scala industriale e al deployment, con l’obiettivo di accelerare l’ingresso dell’idrogeno nei mercati reali. Questo orientamento rafforza l’intero ecosistema, creando un ponte tra sviluppo tecnologico e utilizzo industriale.

Un aspetto particolarmente rilevante è il legame tra policy sull’idrogeno e resilienza dei sistemi energetici. Le misure di supporto non mirano solo alla riduzione delle emissioni, ma anche alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento e alla riduzione della dipendenza da combustibili importati. In questo senso, l’idrogeno viene sempre più considerato una risorsa strategica, capace di contribuire alla stabilità dei sistemi energetici nazionali e regionali.

Investimenti e progetti: dalla quantità alla qualità, verso la scala industriale

Un altro elemento distintivo dei trend dell’idrogeno nel 2026 è l’evoluzione della pipeline di investimenti e progetti, che sta progressivamente passando da una fase di forte espansione quantitativa a una fase di qualificazione e consolidamento. Questo cambiamento rappresenta un segnale positivo di maturazione del mercato: l’attenzione si concentra sempre più su iniziative in grado di dimostrare solidità tecnica, integrazione industriale e sostenibilità economica nel medio periodo.

Le analisi della International Energy Agency mostrano come il numero di progetti di idrogeno a basse emissioni annunciati a livello globale continui a crescere, ma con una quota sempre maggiore di iniziative che avanzano verso fasi più concrete, come la decisione finale di investimento (Global Hydrogen Review 2025). Questo passaggio indica che l’idrogeno sta superando la dimensione puramente dimostrativa per entrare in una logica di implementazione industriale.

Secondo il report Hydrogen: 5 Things to Look For in 2026, quest’anno segna un momento chiave in cui la selettività degli investimenti diventa un fattore di rafforzamento del settore. Progetti supportati da una domanda chiara, da accordi di offtake e da un contesto regolatorio favorevole sono quelli che mostrano le maggiori probabilità di avanzare, contribuendo a creare un mercato più robusto e credibile. In questo scenario, la qualità dei progetti diventa un driver fondamentale per attrarre capitali e accelerare lo sviluppo.

Anche dal punto di vista industriale, la tendenza è chiara. Il Global Hydrogen Compass 2025 evidenzia come l’interesse delle aziende si stia spostando verso applicazioni scalabili e integrate nei processi esistenti, in grado di generare benefici economici e operativi misurabili. Questo orientamento favorisce la creazione di hub industriali dell’idrogeno e di filiere più strutturate, rafforzando il contributo dell’idrogeno alla sicurezza energetica e alla competitività industriale.

Nel complesso, il 2026 si configura come un anno in cui il mercato dell’idrogeno evolve, seppur lentamente, verso una nuova fase: meno frammentata, più orientata alla scala e sempre più capace di trasformare gli investimenti in valore industriale concreto.

Dal potenziale al valore: l’idrogeno come opportunità industriale e di sistema

Nel 2026, i trend dell’idrogeno contribuiscono a delineare con maggiore chiarezza il perimetro entro cui questo vettore può generare valore. Più che un anno di svolta improvvisa, il 2026 si configura come una fase di definizione e consolidamento, in cui l’idrogeno dimostra la propria rilevanza soprattutto laddove risponde a esigenze concrete di competitività, sicurezza energetica e resilienza dei sistemi industriali. La domanda non evolve in modo uniforme, ma si concentra nelle applicazioni in cui l’idrogeno offre benefici misurabili, come la riduzione dell’esposizione alla volatilità dei prezzi energetici, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e l’integrazione con infrastrutture energetiche e industriali già esistenti.

In questo contesto, assume particolare rilievo il ruolo dell’idrogeno come materia prima industriale, ambito in cui il mercato è già strutturato e la transizione riguarda soprattutto la sostituzione dell’idrogeno di origine fossile con soluzioni a minore intensità carbonica. Accanto a queste applicazioni consolidate, continuano a svilupparsi nuovi usi energetici, con tempi e traiettorie differenziate. Le ambizioni di lungo periodo restano un riferimento strategico, ma sono sempre più le traiettorie realistiche di breve e medio termine a guidare le scelte industriali: roadmap credibili, tecnologie mature e soluzioni scalabili.

È questa evoluzione, fatta di selezione, pragmatismo e implementazione progressiva, a rafforzare il ruolo dell’idrogeno come componente di sistema, non come soluzione isolata. Un elemento capace di contribuire in modo concreto a un sistema energetico più sicuro, flessibile e affidabile, e di generare opportunità industriali reali nel presente, oltre che nel percorso di lungo periodo della transizione energetica.

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